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La strada per la chiesa è annuvolata, il cielo è nero, è primavera solo in foto. 

Nelle case si cucina, in attesa che si faccia notte e poi di nuovo giorno.

Strani giorni diceva Battiato, viviamo strani giorni. Il senso più intimo del nostro vivere, la sensazione dell’abitare, il contatto diretto con il tempo, la contemporaneità che si nasconde.

Strani giorni che si portano dietro l’illusione del progresso, la supremazia del più forte.

Mi chiedo quanto possa essere rivoluzionario, anche in questo marasma, soprattutto nei momenti di conflitto e contrasto, un pensiero che porti con sè un messaggio di pace, un’idea mossa semplicemente dall’amore, dalla condivisione e dalla cooperazione tra i popoli.

Abbiamo bisogno di giorni come questi, giorni che ci ricordano che la paura e il timore si sciolgono al cospetto delle relazioni, degli affetti, dell’idea che dopo le nuvole che coprono il paese, il sole ritorna. ‘La speranza è il terremoto più potente che esista’. Speranza che diventa fiducia, che diventa convinzione che l’amore possa vincere la morte, che oltre quel Venerdì di dolore per i Cristiani, ci sarà sempre, se abbiamo Fiducia, Fides, Fede, la domenica di Pasqua. 

Cristiani, Musulmani, Ebrei. Uomini di Fede.

Illustrazione di Alice Tomola