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Per e-Reader si intende un dispositivo elettronico mobile che è stato progettato principalmente per la lettura di eBooks e di periodici digitali. In realtà si potrebbe dire che qualunque smartphone o tablet abbia questa funzionalità, ma ciò che rende gli e-reader specifici per la lettura è il fatto che utilizzino schermi basati sulla tecnologia dell’inchiostro elettronico, chiamato e-ink, solo in tonalità di grigio e nero, con l’obiettivo di non affaticare la vista. 

La storia dell’evoluzione del libro digitale ha inizio nel 1971, quando l’informatico Michael Hart vara il Progetto Gutenberg, con l’obiettivo di creare una libreria con versioni elettroniche dei libri stampati. Si tratta di un progetto finalizzato inoltre alla preservazione dei libri, per evitare che vengano persi o danneggiati a causa di furti o incendi. Il primo documento disponibile in versione elettronica è stata la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America. Nel 1998 vengono lanciati i primi reader, il Rocket ed il Softbook, ma entrambi si rivelano poco efficaci poichè i titoli a disposizione dei lettori non sono molti ed il prezzo di questa tipologia di dispositivo è molto elevato. La situazione cambia nel 2004, quando Sony, Philips ed E Ink Corporation lanciano sul mercato il primo dispositivo che utilizza la tecnologia e-Paper, che porta il lettore a provare la sensazione della lettura su carta, ma attraverso uno schermo elettronico. 

Tuttavia il vero momento di svolta si ha il 19 novembre 2007 quando Amazon presenta al pubblico un supporto alla lettura innovativo: il Kindle. Esso nasce da un’intuizione di Jeff Bezos, fondatore e presidente di Amazon:  andando a migliorare le tecnologie preesistenti consente al lettore, attraverso il wi-fi integrato, di collegarsi direttamente con l’Account Amazon, andando a rendere più semplice l’acquisto di titoli e l’ampliamento della propria Libreria personale. 

Negli ultimi anni la percentuale di opere pubblicate in cartaceo che sono state rese disponibili anche in versione digitale è passata, secondo l’Istat, dal 35,8% del 2016, con circa 22 mila titoli, al quasi 40% del 2018, con più dì 30 mila titoli pubblicati. 

L’indagine “La lettura e i consumi culturali nell’anno dell’emergenza”, a cura del Centro per il libro e la lettura del MIBACT e dell’Associazione Italiana Editori, rivela che ad ottobre 2020 la percentuale dei cittadini tra i 15 e 74 anni che dichiara di aver letto un libro negli ultimi dodici mesi è del 61%, contro il 58% del 2019 ed il 55% del 2018. Nello stesso periodo, i lettori di eBook raggiungono un picco del 30%.

Quale sarà la sorte del libro stampato? Continuerà a mantenere un certo grado di autonomia? Oppure, a fronte di questa continua evoluzione tecnologica, andrà piano piano relegandosi ai confini della produzione?

Sebbene in passato abbia provato a passare al digitale, faccio parte di quella cerchia di persone che amano recarsi in libreria per acquistare i libri, tenerli in mano, con il loro inconfondibile profumo. Amo sottolinearli, rigorosamente a matita, appuntarci mini riflessioni e magari fare qualche piega alla pagina per tenere il segno. Mi piace vederli sugli scaffali con le loro copertine variegate. 

D’altro canto, i sostenitori del digitale fanno appello all’assoluta comodità che questo supporto offre perché regala la possibilità di avere a portata di clic un numero spropositato di titoli, rendendoli anche più maneggevoli grazie al peso decisamente irrisorio del dispositivo. 

Sinceramente, non penso che sia possibile ipotizzare quale supporto prenderà il sopravvento nei prossimi anni, perchè credo che entrambi proseguiranno il loro percorso muovendosi su binari paralleli, senza che nessuno dei due arrivi a soppiantare il rivale. 

Si tratta di una battaglia che non avrà vincitori nè vinti, perchè entrambi i mezzi basano il proprio successo sulla soggettività di chi legge, con un unico obiettivo comune: trasportare il lettore in un mondo parallelo, dove egli possa combattere al fianco dei tre moschettieri, indagare su crimini efferati con Miss Marple, visitare luoghi sconosciuti, perdersi semplicemente tra i versi di qualche autore novecentesco e molto altro ancora. 

In fondo, che sia cartaceo o digitale, poco importa. Un buon libro rimane sempre il modo più economico per viaggiare, stando comodamente seduti.