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Vivendo da un paio di anni in Cina una cosa che mi colpisce è la mancanza di luoghi di culto. In Italia i campanili marcano e segnano ogni luogo abitato : se si passeggia per le strade si incontrano chiese  a una distanza che  raramente  supera il chilometro, nei centri storici poi le chiese si addensano e paiono  più numerosi delle abitazioni.

Non c’è un luogo specifico di culto per il confucianesimo. Ci sono templi pubblici dove l’incenso può essere bruciato come un’offerta, ma non ci sono servizi religiosi nel senso tradizionale. Tuttavia, grande importanza è posta sulla cerimonia e rituale all’interno della vita familiare, così come la Comunità e il governo.

Case tradizionali hanno altarini dove l’incenso è bruciato come un’offerta ogni giorno, e occasioni speciali richiedono offerte come il cibo agli antenati. La connessione con gli antenati impone gran parte della vita quotidiana nel confucianesimo, e in occasioni speciali, i funzionari governativi eseguono rituali per le loro comunità. Molte persone non considerano il confucianesimo come una vera religione perché non ci sono dèi o insegnamenti specifici riguardanti l’aldilà.

Dunque in Cina ogni casa e ogni luogo di lavoro può essere considerato un tempio. In fondo da dove nascono le religioni, i riti e la fede se non dalle azioni del “homo religiosus”.