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Il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del mondo?

Immaginate un uomo.
Un uomo solo, che per caso in una giornata qualunque esce di casa.
Esce di casa e si ritrova a percorrere da solo un vicolo stretto e deserto che lo porta in piazza. Una grande piazza che potrebbe raccogliere centinaia di persone, ma di fatto deserta.

Continuate ad immaginare quest’uomo.
Un uomo che nella sua vita ha sempre creduto e crede che la politica sia il mezzo per risolvere problemi e non per crearne. Immaginate dunque che quest’uomo ora sieda in piazza ed inizi a pensare a come riempirla.

Riempirla di persone, di gente con cui condividere. Condividere cosa? Vi chiederete voi. Tutto. Allora quest’uomo pensa, pensa, pensa ed infine ha un idea. Ha un idea un pò stramba. Quale?

Una di quelle idee che possono definirsi solo nei sogni. Un idee utopica. Un sogno che probabilmente solo alcuni possono riuscire a fare. Ecco che forse il suo problema può avere una soluzione. Forse può risolverlo con un altro problema.

Seduto solo in piazza continua a pensare che lontano da lui, continuano a sbarcare giorno dopo giorno centinai di migranti, che passano intere settimane, mesi ed a volte anni in centri di accoglienza sovrappopolati, lontano da casa e che come lui hanno un sogno. Quello di condividere la loro storia con qualcuno che sia disposto ad ascoltarli, a credergli e ad accoglierli.

E’ fatta.

Decine e decine di case ormai abbandonate tornano ad aprirsi. Tornano ad aprirsi in un paese sperduto del sud Italia. Riace. Ora immaginate ancora lo stesso uomo che di colpo, ancora in piazza si trova circondato da centinaia di donne, uomini e bambini, proprio come lui. Uomini che non sono più soli. Ora si ritrovano tutti in piazza e magicamente iniziano a condividere quello che per ognuno di loro è la normalità, ma che per l’altro rappresenta lo straordinario. Iniziano a condividere tutto, la cucina, il vestiario, gli usi, e tradizioni. Iniziano a capire che tra di loro non c’è poi tanta distanza.

Le case appartenute a generazioni resilienti di calabresi ora accolgono famiglie che arrivano dall’altra parte del mare. Le case vuote ora non sono più abbandonate a se stesse così come i migranti non sono più uomini privi di un posto dove riprendere a sognare e non sentirsi soli.

Ecco, il sogno utopico è compiuto.

Il borgo isolato e desolato si è ripopolato. Mimmo Lucano è riuscito a trasformare uno dei mille paesi calabresi abbandonati a se stessi della Calabria in un paese in grado di ritornare a vivere.

Oggi però probabilmente il sogno si è trasformato in incubo.
Mimmo Lucano viene processato e condannato a 13 anni di carcere per “associazione a delinquere”.Quell’uomo che solo camminava per le vie del paese, che solo si sedeva in piazza a pensare e sognare dopo essersi circondato da centinaia di uomini ora si ritrova di nuovo solo.

No. Non può e non deve finire così.
Al netto delle vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto, bisogna chiedersi che cosa ne sarà di quel sogno utopico. Perchè dovete sapere che di vicoli, di strade, di piazze, di borghi abbandonati a se stessi la Calabria ne è piena. Ma non ne è piena solo la Calabria. Ne è pieno il Sud Italia, il centro e persino il nord. Ne è piena l’Italia intera.
Perchè da anni ormai, per motivi che conosciamo tutti, siamo spinti ad accentrarci verso le città.

Non siamo alberi, siamo uomini dotati di gambe direbbe qualcuno, spostarsi è doveroso.
Giusto, non siamo alberi ma abbiamo radici e quando e se spostarci dovremmo deciderlo noi, non qualcun altro. Le gambe ci offrono la possibilità di scegliere, le radici la possibilità di essere resilienti dove si è nati.

Allora forse il sogno può tornare ad essere realtà. Ora in mille strade, piazze e paesi d’Italia un uomo solo può iniziare ad accarezzare quel sogno. Un sogno non più utopico perchè qualcuno è riuscito a farlo avverare.

Ora vi chiedo: Il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del mondo?


Credit Photo: Smoe.