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Educare alla Bellezza - Harry Potter
Harry Potter e la Pietra Filosofale, locandina italiana, 2001.

Harry Potter e la Pietra Filosofale spegne 20 candeline, ma saremo tutt* invitati alla sua festa?

Un film che ha segnato un’epoca, rimanendo un must lungo tutto questo ventennio, diventando oltre che un classico del fantasy, soprattutto un romanzo di formazione per grandi e piccini. Il film “Harry Potter e la Pietra Filosofale” non è più teenager e per celebrarlo la pellicola verrà proiettata nuovamente al cinema dal 9 al 12 dicembre.

Tuttavia, non tutte le persone sembrerebbero felici di festeggiare l’evento. Sui social infatti non mancano polemiche e richieste di boicottaggio, dovute soprattutto alle pubbliche deviazioni transfobiche avute negli ultimi anni da J.K. Rowling, autrice della saga letteraria alla base di quella cinematografica. Un gran polverone a tratti legittimo su cui però necessita fare chiarezza e riflessione. Immaginando una sorta di inquadratura a volo di uccello (per rimanere in ambito cinematografico), andiamo ad analizzare insieme la situazione partendo da una visione panoramica, fino ad andare nel dettaglio del caso.

  • Panoramica: Autore e opera d’arte

Prima di tutto, a livello generale, è importante differenziare autore e opera d’arte (là dove per arte si intendono non solo le arti visive, ma qualsiasi realizzazione del Creativo) quando si vuol fare un’analisi. Guardare un’opera con occhi neutrali, per poi eventualmente legarne certi aspetti alle idee del suo autore, cercando di avere così una visione più lucida e completa della stessa, senza contaminarla eccessivamente. Infatti, se dovessimo apprezzare, studiare o rendere pubblica solo la produzione artistica in linea con i nostri valori etici, purtroppo la lista si farebbe veramente scarna, andando ad oscurare moltissimi grandi artisti per le idee politiche discutibili. Pensiamo ad esempio al Razionalismo. Esso rappresenta una manifestazione artistica di profonda avanguardia, senza la quale probabilmente non sarebbe esistita la seconda metà del Novecento. Allo stesso tempo, sappiamo quanto questo movimento fosse spesso vicino alle ideologie fasciste e mussoliniane, universalmente abominevoli. Ciò nonostante, smettere di studiare il Razionalismo nelle scuole o boicottarne le esibizioni nei musei, risulterebbe oltre che abbastanza sciocco, anche potenzialmente pericoloso, in quanto si tratterebbe di oscurantismo storico.

Harry Potter e la Pietra Filosofale, frame, 2001.
  • Campo e controcampo: Harry Potter e la sua storia

Focalizziamoci ora sul contenuto di Harry Potter. Il protagonista con dei poteri magici si trova davanti a un problema, che riesce a risolvere tramite un percorso di crescita personale e l’aiuto dei suoi amici. Ogni elemento presentato lungo la storia può avere un valore simbolico e narrativo. Siamo davanti alla classica struttura di un racconto fantastico o più semplicemente di una fiaba. Nel particolare di Harry Potter, possiamo vedere come il modello fiabesco vada in realtà a posizionarsi lontano da valori xenofobi, andando invece a valorizzare in qualche modo gli esclusi. Si pensi allo stesso Harry protagonista, che è in fin dei conti un “diverso” nel suo mondo, oppure a Ron Weasley, migliore amico di Harry e continua vittima di bullismo da parte di Draco Malfoy, ad esempio. Hermione Granger, vera eroina della saga, senza la quale i due protagonisti maschili sarebbero probabilmente morti già sul primo treno di andata per Hogwarts. Il vero apice lo abbiamo con Severus Piton, il personaggio forse più riuscito della serie, che da antieroe per eccellenza diventa personificazione di Purezza e Resilienza.

Ognuno dei personaggi della serie ha in sé semplicità e complessità allo stesso tempo. Uno sguardo semplice e immediato, ma un’articolazione del personaggio che va ben oltre qualsiasi stereotipo o pregiudizio sociale.

Tematiche come il razzismo sono ampiamente trattate e criticate nel corso della saga ad esempio tramite la questione “maghi e streghe mezzosangue”, reputati impuri e indegni dai maghi più spregevoli e dai personaggi più negativi, che tra l’altro la stessa autrice ritrae simili anche nei costumi ai membri del Ku Klux Klan.

Da sinistra a destra: Emma Watson (Hermione), Daniel RadCliffe (Harry) e Rupert Grint (Ron), alla premiere del film.
  • Inquadratura americana: dalla parte degli attori

Dopo aver analizzato la saga da un punto di vista autoriale, è giusto fare un focus su un’altra importante domanda: ma il film di chi è? Sì, perché le richieste di boicottaggio e le polemiche si alzano, anche comprensibilmente, a causa delle dichiarazioni dell’autrice della saga letteraria, ma non degli attori o di chi ha lavorato alla produzione cinematografica. Boicottare la riuscita del film nelle sale, infatti, non andrebbe a toccare minimamente a livello economico J.K.Rowling, bensì tutti gli attori, attrici e addetti ai lavori che hanno realizzato il film di La Pietra Filosofale. Come già analizzato precedentemente, un film rappresenta una produzione artistica corale, dove nessuna figura può diventarne unica responsabile politica o comunicativa.

A tal proposito, può anche essere utile sapere che J.K.Rowling sembrerebbe aver venduto ogni diritto alla Warner Bros, diventando così del tutto estranea alle dinamiche inerenti i film di Harry Potter e anche che tutto il cast ha organizzato una reunion televisiva per festeggiare i vent’anni del primo film dove J.K. Rowling sembrerebbe non esser stata invitata, proprio per dichiararsi pubblicamente lontani dalle sue idee transfobiche.

Harry Potter, logo cinematografico.
  • Titoli di coda

In conclusione, il boicottaggio risulta quindi un gesto poco approfondito e forse ritrattabile, potendo addirittura puzzare di notizia ingigantita dai media al fine di fuorviare l’idea pubblica di cosa sia la transfobia e come contrastarla, facendo così apparire la comunità LGBTQ+ come priva di realismo nelle sue manifestazioni. Le presenture polemiche infatti sembrerebbero arrivate guarda caso proprio dopo l’ultima discussione parlamentare del DDL Zan, in cui la teoria del gender è stato uno dei punti più dibattuti. C’è stato davvero questo attacco al ritorno nelle sale del film, oppure è la solita macchina del fango, in questo caso mirata a mettere in cattiva luce la community LGBTQ+ e ogni suo sostenitore? Complottismo? Non lo so, ma forse nelle redazioni sono diventati di uso comune le maledizioni senza perdono.

Oblivion.