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Questo mese abbiamo fatto due chiacchiere con un esperto di crisi climatica e ambientale: Tommaso Perrone, Direttore Responsabile delle testate giornalistiche di Lifegate.

La sua passione per il clima nasce dalla visione del documentario di Al Gore “una scomoda verità”, in quel momento la sostenibilità non era un tema di interesse in Italia, eppure lui decide di puntare tutto su questo. Nel 2009 segue in prima linea COP15 a Copenaghen, una delle conferenze più importanti dal Protocollo di Kyoto, che si conclude con un nulla di fatto. Da quel momento inizia la sua collaborazione con Lifegate e i suoi interesse si spostano a tutte le ingiustizie ambientali: non solo clima, dunque, ma anche ambiente, biodiversità, sostenibilità, diventando un giornalista ambientale a tutti gli effetti.

Parliamo con lui ad Aprile perché è in questo mese che cade la Giornata della Terra, e ne approfittiamo per farci raccontare le sfide che dobbiamo affrontare per far sì che l’ambiente diventi una priorità nell’agenda politica internazionale.

Qual è il significato della Giornata Mondiale della Terra?
Il 22 Aprile è la Giornata della Terra perché in quel giorno nel 1970 nasce da un movimento spontaneo guidato da Gaylord Nelson la prima mobilitazione ambientalista, unendo tutti i rappresentanti delle diverse sfide ambientali. Oggi l’earth day è diventato mediatico, non più per poche persone che hanno a cuore l’ambiente ma una parte integrante della sfide dei nostri tempi.

Ci sono diverse iniziative che ci permettono di partecipare in modo attivo a questa giornata come ad esempio: 30×30 di worldrise, che ha l’obbiettivo di proteggere i mari italiani attraverso una petizione che tutti noi possiamo firmare. Ma non basta di certo appoggiare questa o altre campagne, bisogna lavorare giorno dopo giorno per aumentare la consapevolezza, mantenendo alta l’attenzione

Quali sono le attività o i progetti ai quali hai collaborato, che credi abbiano maggiore impatto sulla sfide alle ingiustizie ambientali?
Una cosa che ho visto smuovere numeri enormi è stata la battaglia di informazione che abbiamo fatto contro il Glifosato, che uccide la biodiversità e fa male alle persone. Ci siamo accorti che questo argomento aveva interazioni spropositate rispetto ad altri argomenti trattati.

Oggi è il momento di raccogliere i frutti di quella campagna, perché a breve scade il permesso dell’uso di questo erbicida in Europa e tutto quel movimento servirà ad aiutare la decisione delle istituzioni sul rinnovo o meno dei permessi di questa sostanza nelle colture europee.

Un progetto che, invece, ho raccontato da terzo e che mi ha dato molta soddisfazione è stato Ocean Clean Up, l’invenzione di questo ragazzo giovanissimo, Boyan Slat, che è riuscito a trovare una soluzione semplice per affrontare la problematica della plastica negli oceani. Ricordo che anche questo argomento ebbe una risonanza mediatica molto forte, un po’ per la giovane età del protagonista e un po’ per la drammaticità del problema delle plastiche nei mari.

Ultimo ma non ultimo, e credo che abbia colpito tutti è il fenomeno di Greta Thumberg, 20 agosto 2018, il suo primo sciopero fuori dal parlamento svedese ha sovvertito il modo di guardare alla questione climatica. Lei, con il movimento Friday’s for Future, ha trasformato il movimento ambientalista da movimento di pochi a convizione di molti

– Come è nato il progetto del “Climatariano?
Il Climatariano è una newsletter che ha l’obiettivo di parlare al singolo. Sentivo l’esigenza come Tommaso, di approfondire in modo più personale quello che racconto tutti i giorni con il mio lavoro, portando il mio punto di vista già metabolizzato a persone che sono già a conoscenza delle sfide che stiamo affrontando. Io cerco di fare da filtro, raccogliendo le informazioni che recupero e fare una sintesi ogni due settimane, che invio direttamente nella casella di posta dei miei iscritti.

Lo vedo come un nuovo modo di fare giornalismo, non mi informo cercando la testata giornalistica ma rivolgendomi direttamente allo specifico giornalista del quale ho iniziato a fidarmi. Il bello di questo strumento è che alla mail che io mando si può rispondere direttamente e sarò io a leggere la risposta e continuare la conversazione a mia volta. (Visto che ne stiamo parlando invitiamo chi ci legge ad iscriversi a questo link!)

Tu lavori quotidianamente, anche con progetti come questo, alla lotta contro la crisi climatica. Come può il singolo, attraverso le sue abitudini, influenzare il passaggio ad un mondo più sostenibile?
Noi cittadini come singoli possiamo fare qualunque cosa, ma per avere dei risultati dobbiamo unirci ad altri per far si che tante voci arrivino alle orecchie dei pochi, e quei pochi possano prendere le migliori decisioni per tutti. Da soli non possiamo fare la differenza, non basta che noi decidiamo di non prendere l’aereo o non mangiare la carne per diminuire la CO2. Serve che ci decide, ci metta a disposizione le giuste alternative.

Essere sostenibili non deve essere una privazione, deve essere una scelta, noi dovremmo poter fare ciò che ci fa stare bene e ci rende felici pur restando in equilibrio con la Terra.

Grazie ancora Tommaso, e noi non dimentichiamo di fare sentire la nostra voce in questa lotta all’ingiustizia climatica, non solo durante la giornata della Terra!