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Il primo modo per educare ed educarsi alla bellezza è essere curiosi.
La curiosità è quell’attitudine che spinge oltre, dove l’esperienza non basta.
È un bisogno innato, che motiva l’uomo a cercare, comprendere, o semplicemente vedere.
Thèa, appunto.
La vista, in lingua greca: quella degli albori della civiltà, quella parlata nelle prime poleis, quella che ha nutrito i primi confronti filosofici.
Quella dei poemi omerici, quella cantata dalle Muse, quella che ha dato carattere ai personaggi più eroici dell’epica greca, come Achille, Ettore, Ulisse.
Quella che, voce Antigone, prima fra tutti, si è interrogata sulla legittimità della legge.
Grandi tematiche affrontate nel corso della storia.
E oggi? Quali storie, valori, tradizioni, variabili vengono raccontate lungo la dorsale mediterranea? Come?
Questa rubrica si pone l’obiettivo di aprire innumerevoli finestre sul mondo, precipuamente mediterraneo, su cui posare uno sguardo attento, strabico, capace di cogliere le singole particolarità e le tendenze generali relative ad un tema.
Un approccio multidisciplinare a servizio dello spazio web, che muove dalla storia alla sociologia, dalla filosofia alla politica, dalla geografia all’antropologia, in grado (questa l’ambizione) di sezionare le molte sfaccettature che si celano dietro verità apparenti, che solo unite possono dare l’ampiezza di un fenomeno complesso.
Al centro, tra natura e artificio, l’uomo, che al tempo stesso è indagatore e oggetto d’indagine.
Un viaggio nel viaggio: l’essere umano che matura e scopre e ritrova se stesso, vivendo.
O viaggiando.
Il mondo, come l’uomo, è vasto e complesso, e solo con pazienza può essere scoperto, indagato, compreso.
In queste pagine, tra queste imposte, si leggerà lo sforzo di raccontare e interpretare porzioni di realtà.
La vita è stare alla finestra, scriveva Enzo Biagi.
Questa rubrica inizia, anzi continua, poggiando uno sguardo disincantato fuori dalla finestra, sul mondo – mediterraneo.
Thèa.