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Questa terza settimana del mese di novembre è stata dedicata, nell’ambito della comunità LGBT+, alla consapevolezza transgender: si concluderà il 20, giornata nella quale è stato istituito, nel 1999, il TDoR, cioè il Transgender Day of Remembrance, ovvero la Giornata della Memoria Transgender, o meglio la giornata del ricordo delle vittime transgender.

Questa celebrazione è nata dall’iniziativa di un’attivista transgender, in seguito all’ omicidio di una donna trans afroamericana, un evento tragico che diede vita al movimento “Remembering our Dead”.

A livello istituzionale, però, questa giornata non è riconosciuta in nessun Paese, anche se varie comunità dedicano piccole celebrazioni in giro per il mondo. Una pratica ricorrente è quella di leggere i nomi delle vittime.

Questa giornata ci dà la possibilità di riflettere sul fenomeno.
È giusto chiamarlo “fenomeno”? Purtroppo sì, perché il numero di persone che, nel mondo, ancora muoiono per il solo fatto di essere transgender è elevato e, di anno in anno, in aumento, soprattutto in Italia, che nel 2020 risultava essere il paese più transfobico d’Europa.

Gli ultimi dati aggiornati e schematizzati fanno riferimento al 2019 con un totale di 3314 persone trans uccise tra il 1° gennaio 2008 e il 30 settembre 2019.

Leggendo alcune storie drammatiche, mi sono imbattuta in articoli scritti veramente male e con un fondo di transfobia; quella transfobia della quale spesso non si è consapevoli. 
In molti Paesi, violenza, ignoranza e intolleranza nei confronti delle persone trans sono molto radicati, spesso molte persone sono ancora costrette a prostituirsi diventando così oggetto sessuale, perché mancano politiche di inserimento e integrazione nel mondo del lavoro, ancora troppo bigotto.

Inoltre, i dati ufficiali riportano solo quelli che sono gli omicidi, cioè quelli che sono l’estremizzazione del crimine d’odio, quindi vi lascio con una riflessione riguardo a quanti altri crimini d’odio meno estremi avvengono e ancora non vengono puniti o riconosciuti come tali.

La transfobia è presente e reale. Con più informazione, amore e rispetto potremmo man mano procedere verso un mondo migliore, più inclusivo.

“[…] and for those of us still alive, stand up!
stand up and shout,
stand up and be what it’s about
be the change you want to see in the world,
live like a flag unfurled,
be heard, today we are here to remember […]”

Day of remembrance, S. Bear Bergman

“[…] e per quellə di noi che sono ancora vivə, alzatevi!
Alzatevi e gridate,
Alzatevi e siate ciò di cui si tratta,
Siate il cambiemento che volete vedere nel mondo,
Vivete come una bandiera spiegata,
Fatevi sentire,
Oggi siamo qui per ricordare […]” (ndr)