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Nel 472 a.C., anno delle 77° edizione delle Olimpiadi, la città di Taranto e il suo atleta, medico e ginnasta Icco oscurarono la fama degli atleti greci con tre vittorie: pentathlon, pugilato e quadriga.

A quel tempo la città pugliese era parte di quel ricco e multiforme bacino economico, culturale e commerciale chiamato Magna Grecia. Fu l’unica colonia spartana e ben presto divenne la principale potenza militare ed economica della Magna Grecia: sede di una scuola pitagorica ed alleata con la città di Crotone, Messina e Sibari. L’arrivo dei romani, il periodo medioevale e la dominazione borbonica ne accrebbero a tal punto l’importanza da renderla una delle principali piazze commerciali del Mediterraneo e principale porto militare dell’Ottocento.

La città pugliese è stata, inoltre, protagonista delle gesta della Royal Navy che, nella notte fra l’11 e il 12 novembre 1940, bombardò le corazzate e i cacciatorpedinieri attraccati nel porto militare e l’area industriale della città causando 85 morti e più di cinquecento feriti.

Il dopoguerra riserva a Taranto un periodo di prosperità legato al boom economico: del 1965 è, tra gli altri, l”inaugurazione del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat del Centro Siderurgico Italsider (oggi conosciuto come ILVA), il più grande centro per la produzione dell’acciaio in Europa. Intorno a questa gigantesca struttura produttiva, sorta nelle vicinanze del rione residenziale e popolare Tamburi, si è costruita la fortuna ma, allo stesso tempo, la maledizione legata all’inquinamento ambientale.

Taranto è, però, bellezza diretta: il Castello Aragonese, la cattedrale di San Cataldo, il Mar Piccolo e quello Grande, l’avveniristica struttura del Ponte Girevole, il MArTA (Museo Nazionale Archeologico di Taranto), che raccoglie e custodisce le più belle testimonianze del glorioso passato tarantino, gli interi quartieri residenziali che si affacciano al porto, i riti dei Misteri del periodo pasquale ne sono la manifestazione concreta.