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Penso che un Sogno così non ritorni mai più

Mi chiamo Antonio, ho 29 anni e sono autore, attore e regista di Teatro Civile e insegnante di Lettere. Di Educare alla Bellezza sono un fondatore e indosso gli abiti scomodi del Presidente.

Scomodità mitigata dalla Bellezza di appartenere e condividere un’Utopia e dalla Consapevolezza che un Sogno così non ritornerà mai più. 

Nel 2019, era il 7 gennaio, abbiamo costituito Educare alla Bellezza consapevoli della portata ambiziosa e rivoluzionaria in seno alla Nostra Utopia, come si evince da un nome di per sé leggermente presuntuoso; ma anche della matassa ingarbugliata che avremmo dovuto provare a sbrogliare. 

Da quel 7 gennaio abbiamo macinato grani di caffè e parole da poter giocare a scarabeo con le incombenze della vita, arrovellandoci sul significato d’un punto e a capo. 

Oggi, dopo quasi due anni di pandemia, ci troviamo gli uni accanto agli altri, in un presente scarno di certezze e con un irrefrenabile bisogno, desiderio di confronto, agitati da sensazioni che solo parole e sguardi posso testimoniare, nell’ormai dimenticata liturgia di labbra altalenanti tra bronci e sorrisi.

Entriamo nel presente, vagando a piedi e con in grembo gratitudine verso quelle persone Amiche, capaci di restituirci fiducia. Anche se lontane hanno impedito che una nebbia di sconforto e solitudine ci accecasse.

Entriamo nel presente come commistione di ostinate sensibilità: la mia e di chi come me alla soglia dei 30 anni ha ormai abbandonato le illusioni e quella di quel patrimonio da non sprecare di giovani donne e uomini, universitari, che sa di agire, appartenere, vivere un’opportunità. Educare alla Bellezza è un sogno da non trascurare, un amalgamarsi capace di sviluppare uno straordinario connubio di linguaggi e speranze.

Il filo invisibile ma tangibile del nostro 2021-2022 è la Memoria.
La sola capace di interpretare un presente di nuove destre, tristemente somiglianti alle vecchie, di giovani appagati da una ricchezza raggiunta senza fatica e dietro alla quale non si nasconde nulla, solo madri e padri incapaci di tramandare radici.
La sola capace di leggere un presente frastornato dall’assenza di formazione e dalla presenza assordante, caotica, sovrabbondante di informazione. Le idee corrono veloci, ma le notizie superano in rapidità le possibilità di applicazione delle soluzioni, al punto che molti dei fatti accaduti vivono il tempo sufficiente da attraversarli solo in superficie. 

Scegliamo di interrogarci, di concederci del tempo per guardarci dentro, senza trascurare quei temi di attualità che urgono fame di comprensione.

Scegliamo di percorrere le strade che da sempre ci appartengono, imperniate sulla Parola che tange e testimonia. La Scuola di Politica (10 appuntamenti di cui 4 in presenza e 6 online) i monologhi di Teatro Civile Markale, sulla strage del mercato omonimo di Sarajevo e Thauma, sulle maternità accolte, sentite, volute; e un Blog Trame completamente rinnovato smussano la staticità dell’odierno paesaggio umano, l’indifferenza delle coscienze.

Auguro ad ognuno di noi uno Sguardo Nomade, come Nomade è l’uomo dal Principio, e di non sprecare l’Utopia che siamo perché la sensazione è che un Sogno così non ritorni mai più…

Fotografia di Alice Ponti