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Benvenuti ad un’altra colazione insieme! Pronti a parlarne anche oggi?

Abbiamo parlato finora di diversi aspetti legati alla sessualità, ma non ci siamo mai soffermati su un importante ingrediente che è necessario valutare prima di un qualsiasi rapporto sessuale.

“Sesso con consenso”: un’accoppiata vincente per un rapporto sessuale che…parte bene!

“Sesso con consenso”: cioè?

Cosa significa “sesso con consenso”? Sicuramente, è un’accoppiata vincente che può far intraprendere un rapporto sessuale con serenità.

Per capire di cosa si tratta, iniziamo a chiederci se prima di un rapporto sessuale, ci siamo mai posti alcune delle seguenti domande: “la persona, o le persone, con cui sto per avere un rapporto sono d’accordo nell’intraprenderlo? Sono sicur* che tutte le pratiche sessuali che vorrei mettere in atto sono gradite anche all’altra (o le altre persone)?”

E, soprattutto, queste domande le hai mai poste direttamente a te stess*?

Spesso è difficile capire implicitamente, ad esempio da uno sguardo o dall’atteggiamento, se l’altra persona gradisce una o più pratiche sessuali, ecco perché è importante chiederlo esplicitamente. In questo modo, il consenso sarà verbale e palese, con chiara adesione di tutte le parti coinvolte.

Il consenso è ritirabile e specifico

La possibilità di esprimere il proprio consenso non è certamente unilaterale, anzi si fonda su un principio relazionale: si può dare quando si è in almeno due persone (o più in caso di relazioni non monogame!).

Per realizzare questo consenso-relazionale bisogna, come dicevamo, parlarsi, comunicare e comunicarsi, per primi, le pratiche sessuali gradite e non gradite.

Ci può essere, però, un rischio dietro l’angolo. Partiamo da una domanda: se una persona esprime verbalmente un “sì” per iniziare un rapporto sessuale, sta acconsentendo ad attuare tutte le pratiche sessuali che io ho in mente? Non per forza! No, a meno che gliele abbiate comunicate in precedenza e siano state accolte, ovviamente.

Il consenso, infatti, può riguardare solo alcune pratiche sessuali ma non tutte: un generico “sì” potrebbe non significare l’assenso verso tutto ciò che desidereresti fare. È importante accertarsi che qualcosa che ho in mente di mettere in pratica sia gradito. Un esempio, potrebbe essere quello di chiedere “ti farebbe piacere?” oppure “posso?” oppure “ti va?” quando si è in procinto di avvicinare il proprio volto ai genitali di un’altra persona per praticare del sesso orale.

Inoltre, è importante ricordare che il consenso può essere ritirato in qualsiasi momento di un rapporto sessuale. In altre parole, se anche avessi espresso il tuo consenso ad un certo rapporto sessuale ma, in procinto di metterlo in atto o durante la messa in atto, non ti sentissi a tuo agio puoi dire sempre di no.

Quindi, è sempre lecito fare un passo indietro quando emozioni e pensieri negativi si affacciano su un rapporto sessuale e ci portano a star male, qualcosa che non dovrebbe accadere durante un rapporto sessuale.

Il consenso è rinegoziabile e non immutabile

Fondamentale è anche ribadire che il consenso non è un qualcosa di immutabile nel tempo. Spesso nelle relazioni longeve si dà per scontato che una pratica sessuale messa in atto con consenso in precedenza debba implicitamente essere di nuovo stata approvata. Beh, non è sempre così, anzi.

La sessualità è tanto mutevole, multiforme, varia e variegata che è altamente improbabile che le preferenze sessuali di una persona restino sempre le stesse nel tempo. Il consenso è, dunque, rinegoziabile: dovendosi adattare alla variabilità della sessualità, è fondamentale dargli la possibilità di essere fluido e cambiare a seconda delle situazioni.