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Cara, mi sto per trasferire.
È arrivato questo giorno.
Ma prima di partire,
ti faccio un altro giro attorno.

Tra le risaie minuta,
composta stai seduta.
Graziosa signorina:
un’aia, una cascina.

Il primo passo lo ricordo da bambino,
di briciole il parco come fossi Pollicino.
Rumor di zoccoli ad annunciare la Signora,
ultima amica dei piccioni, dopotutto la s’ignora.

Principessa contadina davvero premurosa,
ad ogni passo il suo curioso sguardo posa
verso il suolo calpestato troppo in fretta,
a controllarsi i piedi, per non perder la Scarpetta.

Al terzo passo un corale gesto di conforto.
Ti struggi in Chiesa a celebrar suo padre morto.
Il miglior dei chierichetti non pensi più a scansarlo via
se passando ti domanda: ‘ti mostro un trucco di magia!?’.

Trecate Repubblica con un passo è Monarchia,
sotto il portico Comune fuma nostra signoria.
Re Tumá della Piazza il solo ha colto il senso!
”Ciao Paesá!”, sigarette d’arancia e fumo denso.

Un passo stanco in via Boezio, consegnando al 4° il Bollettino,
di parlar ne ha sempre voglia qül curiùs d’uno spazzino.
Mi scruta attento Albino, stranamente intento a ramazzare.
Non si trattiene: ”Portiere! Quando torni da noi a giocare?”.

Un passo ancora e salgo in treno: “#ciao #paese”.
Ma in stazione, a parlar politichese, noto un tal francese.
Di mestiere, gira voce, sia stato un colto professore.
Niente ha tra le mani eppure scrive!, mentre io sorrido di stupore.

Trecate così ricca di dettagli.
E tu, si tu!
Sei capace d’osservarli?

Trecate che smentisce, Trecate l’eccezione.
Dal finestrino aperto vola questa conclusione.
Fai come me: stupisciti! Fermati ad apprezzare,
la bellezza sta negli occhi di chi la sa trovare.

                                       Aprile 2017, Luca Contato.