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La cucina, per me, è pressoché un piccolissimo spazio nel quale ad agosto è impossibile pranzare. Le pareti ormai crepate sono di un color pesca, sbiadito.
Non c’è molto spazio, infatti uno dei lati lunghi del tavolo è poggiato alla parete.
Ci sono tre sedie bianche di legno, comprate forse più di vent’anni fa.

Da circa undici anni nessuno si siede più su una di quelle.
Non perché sia rotta, nemmeno perché scomoda.
Forse perché lì si sedeva mio nonno,
e dopo di lui nessun altro ci si è più seduto.