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A Brescia esiste un museo che prende il nome dal monastero di Santa Giulia, che in epoca longobarda fu eretto da Re Desiderio. Di tutto quello da cui si può rimanere colpiti al suo interno, mi sono ritrovata a riflettere sul ruolo della donna all’interno della religione dopo essere rimasta estasiata davanti all’affresco raffigurante lo “Sposalizio mistico di santa Caterina”. Donne che non sono sottomesse, come più comunemente si crede, ma portatrici di principi fondamentali anche al di fuori delle dottrine, come speranza, fede e amore; donne, come nel caso di Santa Caterina d’Alessandria, la mia personale musa di questo mese, che difendono fino alla morte quello in cui credono e si appellano alla propria libertà di coscienza.

A sinistra “Lo sposalizio mistico di Santa Caterina” di Floriano Ferramola (1510-1512); A destra invece un omaggio al dipinto di Caravaggio intitolato “Santa Caterina d’Alessandria (1598/1599).