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“Il cammino finisce a queste prode
che rode la marea col moto alterno.
Il tuo cuore vicino che non m’ode
salpa già forse per l’eterno.”
– Eugenio Montale, Casa sul Mare

Salpiamo e andiamo via. O forse torniamo, approdiamo. È rifugio o malinconia. Unisce e ci separa. È inquieto il suo padrone, spaventoso e profondo, immenso. Ma è un posto vivo, rumoroso, tranquillo, silenzioso. E poi, guarda: cosa vedi? Il mare, la gente, le navi, i gabbiani. Lo senti il suono del mare, della gente, delle navi, dei gabbiani? E l’odore del mare, della gente, delle navi, dei gabbiani. E poi sporgiti. Lo avverti? È il vento che ti travolge, in riva al mare, nel tuo inverno.