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Il sessuologo: quando?

Parliamone a colazione, il nostro “mantra”: e se non fosse più così semplice parlare di sessualità? Quando potresti aver effettivamente bisogno di un sessuologo? Scopriamolo insieme!

Possono esserci lungo il corso del ciclo di vita, dei momenti in cui la sessualità non ingrana, ci si sente frustrati e…questo è del tutto normale. Naturale è, infatti, trovare talvolta delle difficoltà nella propria vita sessuale: “strano” sarebbe il contrario.

È proprio in quei momenti in cui ci si sente persi e in balia di un problema in ambito sessuale che spesso non si sa a chi rivolgersi. Purtroppo, come abbiamo detto diverse volte, la sessualità è purtroppo ancora pregna di tabù. Questo significa anche che l’educazione alla sessualità, che comprende anche il poter sapere a chi rivolgersi nei momenti di difficoltà, spesso manca e il disorientamento prevale.

Il sessuologo: un “quando” inaspettato!

Uno stereotipo sulla figura del sessuologo è il fatto che ci si possa rivolgere ad essa soltanto se si sta provando una qualche difficoltà.

Non è così, in realtà. Vero è che spesso sono le condizioni di sofferenza, naturalmente, a spingerci maggiormente verso la necessità di iniziare un percorso.

Il sessuologo, però, non si occupa “soltanto” di comprendere e aiutare la persona, coppia o relazione non monogama a risolvere un problema in ambito sessuale. Si occupa anche di promozione del benessere sessuale e della cura della saluta sessuale, che sono dei veri e propri diritti sessuali come dichiarato dall’Associazione Mondiale di Sessuologia (WAS, 1999).

Importantissima è la prevenzione delle disfunzioni e delle difficoltà in ambito sessuale. Il sessuologo cerca di guidare una persona a vivere la propria sessualità nel modo più sereno possibile.

Il sessuologo: come?

Di primo acchito, si viene all’attenzione clinica rivolgendosi a dei professionisti medici, come ginecologi, urologi, andrologi o medici di base. Essi possono analizzare e comprendere ciò che sta succedendo dal punto di vista medico.

Il sessuologo, invece, si occupa delle problematiche in ambito sessuale che possono avere una causa psicologica, mista (sia psicologica che fisica), oppure una causa biologica qualora avesse delle ripercussioni sulla psiche della persona.

Facciamo un esempio pratico: immaginiamoci una persona che provi dolore durante quasi tutti i rapporti sessuali ma per cui la visita ginecologica abbia escluso qualsiasi patologia medica. In quel caso, è possibile intraprendere un percorso con un sessuologo. Si potrà occupare di dare un significato, insieme alla paziente, a quel dolore: da dove viene, cosa significa per la persona e quali implicazioni ha sulla sua sessualità e/o relazione.

Il sessuologo: chi?

Passiamo alla formazione del sessuologo: come lo si diventa? Oppure, che cos’ha studiato il professionista a cui puoi rivolgerti?

Il sessuologo è uno psicologo o un medico che ha completato quattro anni di formazione specifica sulla sessualità dopo aver conseguito la laurea nella propria disciplina.

Nei primi due anni di formazione, sarà consulente sessuale. Il consulente sessuale è una figura che si occupa di accogliere il problema sessuale del paziente, comprenderne le origini e le implicazioni e supportare alla sua risoluzione.

Dopo il terzo e il quarto anno di formazione, sarà sessuologo clinico. Il sessuologo clinico si occupa, oltre a ciò che ha già appreso come consulente sessuale, di prendere in carico anche la cura del problema sessuale. Spesso, può applicare una terapia sessuale vera e propria.

Il sessuologo: non abbiatene paura!

Rivolgersi ad un professionista della salute sessuale può fare paura in quanto spesso le credenze comuni verso chi lo fa sono negative e stigmatizzanti. Infatti, di frequente si tende a guardare chi chiede aiuto come una persona debole.

Vorrei subito e, in conclusione, sfatare questo tabù: chi si rivolge ad un sessuologo non è una persona debole, ma una persona molto coraggiosa che ha scelto di dedicarsi e dare importanza a questa sfera così importante della propria individualità!