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Cara Luna,
forse abbiamo cercato di
conquistarti
per ricercare in te
quella serenità
oramai sfracellata
sul suolo terrestre.

Cara Luna,
ignara del pericolo
che incombe
su noi tutti,
pedine di nuovi magnati;
aventi
come scopo
quello di sterminare
la nostra unicità,
ti prego, reca in noi
sollievo,
pace,
donaci Speranza.

Luna, chissà come,
da lassù,
ti sembrano
remoti
i nostri Crucci,
i nostri affanni,
i nostri conflitti che
radono in polvere,
e il nostro Desiderio insopprimibile
di costruire fabbriche
di ordigni apocalittici.

E infine alla tua vista,
compariremmo noi,
(Uomini?)
Schiavi,
reduci di una totale dipendenza
dalle distorte
comete odierne:
tiranniche guide del popolo
e
avanguardistici Idoli materiali,

Entrambi vuoti
e spogli d’anima.

Oh, Luna.

Ma è oramai l’uomo ad essere
ridotto ad un
Senz’Anima,
ad un
Robot servo a cui sono impartiti ordini meccanici,
Soldatino che uccide e
reprime i suoi simili con indifferenza,
alimentato da una visione distorta:

massacra per essere immolato ad eroe,
devasta piantando bandiere,
Simboli di un ideale astratto
ma Luna, dimmi, cosa significa lottare per quella Patria che ti rende
un mostro mitologico, un Minotauro?)
distruggendo
il Diritto insopprimibile per eccellenza:
quello alla Vita.

Eppure Luna, tu sai che
nelle schiere di coloro
che, imbevuti di un sogno eroico,
in terre lontane
servono gli implacabili Imperatori odierni,
c’è chi non osa piegarsi
e non cessa di sognare
Colombe immacolate e rami d’ulivo.

Siamo noi.
Figli di quella ricchezza perpetua
ottenuta con il sangue,
giovani visionari che
strabordano piazze e intere città
per ribellarsi,
per difendere
coloro che,
davanti ad un fucile,
si trovano a sacrificare
il proprio involucro vitale.

Gemendo.
Chiedendo pietà,
subendo gli
effetti di una guerra che non vede
agli antipodi popoli antagonisti,

Ma Uomini
e
Belve.

Chiediamo la pace,
Chiediamo la Fine.
Ma
saremo in grado di porre tale Parola,
a questo interminabile capitolo?

E tu, Luna,
come hai osato,
che l’uomo varcasse il tuo abitacolo?
che ti potesse contaminare?

Rimani innocente,
Simbolo della castità e
della purezza,
divieni per noi giovani
lo stendardo della ribellione:

lontano satellite
che osserva
con sofferenza materna,
riporta una
Luce nuova a
Infinite notti oscure,
Preludio di giorni
in cui è inscritta
la sconfitta della civiltà,
la morte,
il non ritorno.

A te ci rivolgiamo,
ti invochiamo per
salvarci,
Dea immacolata,
per fungere da nostra
intermediaria
per raggiungere il Paradiso.
O ciò che vi rimane.

Insegna all’uomo
ad essere sia luce che oscurità,
e non solo tenebra.

Arriverà un giorno in cui
ti sarà debitore,
arriverà un giorno
in cui la nostra generazione
pianterà i semi di
una nuova civiltà
non più dolente e dissacrante
ma pacifica e grata alla vita.

Sarà quello il giorno
in cui il tuo pianto per l’umanità
si muterà in una
perenne smorfia di
gaiezza e sospirerai,
finalmente.

Te lo prometto,Luna.