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Si dice che la cucina sia lo specchio del paese e della cultura di questo paese. Niente di più vero se si pensa a Italia. La cucina italiana si sviluppa nei secoli, fin dalle antichità romane, con influenze greche, arabe, bizantine e dal nuovo mondo.
Come per il paese, anche la cucina conosce tante e varie differenze regionali, pur mantenendo un linea comune, propria della dieta mediterranea.

La cucina italiana è una cucina semplice, spesso alcuni piatti richiedono meno di cinque ingredienti. Ma è anche una cucina equilibrata, che si affida alla qualità dei prodotti, più che alla quantità. Adesso, non si può non tirare in ballo quelle due parole magiche (lo sono veramente?!)e inserapabili: dieta mediterranea. Siamo in un momento storico in cui tutto il mondo guarda al Mediterraneo come culla di quella dieta capace di regalare al medesimo tempo salute, tradizione e gusto.

La cucina è anche globarizzazione. Da Nord a Sud, anche grazie ai flussi migratori degli ultimi anni, la mappa di ristoranti si arricchisce di nuove insegne che stanno indicando al pubblico italiano nuove proposte culinarie. Gli chef già da tempo hanno inserito nelle proprie cucine ricette e sapori
provenienti da altre latitudini. Ormai anche l’Italia si è aperta alle suggestioni esotiche.

Ecco che il vocabolario della cucina etnica si fa sempre più ricco. Ma non è il tempo di nominarle, li conosciamo tutti, e c’è chi ancora non è preparato a questo. Nolente o dolente, le tradizioni locali restano salde, ma le cucine internazionali vengono richieste sempre di più.

La cucina è un luogo mistico: si ride, si piange, si litiga e si innamora. Momenti che restano e attimi che fuggono. Tutto ciò si ripetono in queste quattro mure.
Che sia mediterranea o che sia etnica, che sia la tua o la mia, la cucina è condivisione.