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Il concetto di cultura è estremamente versatile, suscettibile ai suggerimenti. La definizione di cultura di Tylor è “quell’insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro della società”.

Negli anni questo concetto ha subito moltissime modifiche, ma credo che il punto focale, quando si parla di cultura, è che ognuno può allargare l’insieme che la comprende a moltissime cose. Cultura può essere il raduno degli anziani al bar del paese, in attesa di conoscere le ultime novità. Le signore che ti scrutano dalle finestre, mentre controllano attentamente le strade.

Cosi come possiamo includere elementi nuovi, possiamo anche aggiungere luoghi nuovi, al concetto di cultura. Tradizionalmente, la prima cosa a cui si pensava quando si parlava di luoghi di cultura era il museo. Il museo, che racchiude arte, storia, oggetti antichi. Andando avanti con gli anni, con le scoperte, con le innovazioni, il concetto di luogo di cultura si è opportunamente ampliato, cosi come la nozione. Luogo di cultura può essere un luogo comune, come una casa, o un centro sociale, reinterpretati per diffondere informazioni, arte, conoscenza, ma anche politica, musica, cinema. La cultura ha la prodigiosa capacità di germogliare, non appena le si lascia uno spazio per crescere e prosperare.

Personalmente, trovo che esistano moltissimi modi e moltissimi luoghi per fare, diffondere, apprendere la cultura. Tra questi, quello che mi ha sempre più attirata, che mi ha sempre comunicato una sensazione di benessere, è la biblioteca.

Le biblioteche, che siano la Biblioteca di Londra o quella di paese, sono sempre ammantate dalla stessa aura di mistero, che le rende nebbiose, quasi eteree. Nella biblioteca sono racchiuse tutte le scoperte, le innovazioni, l’evoluzione compiuta dall’uomo negli anni. All’interno di esse, noi possiamo apprendere la Storia, la nostra storia. La storia dell’umanità, suddivisa e posizionata in ordine cronologico, per paese, per continente. Nella biblioteca noi possiamo soddisfare ogni piccolo dubbio: voglio sapere di quella festa che si celebra in India in onore di una qualche divinità? Cerchiamo negli scaffali, prendiamo il libro, ci sediamo e, improvvisamente, non siamo più lì. Non siamo più nel luogo fisico, siamo in un’altra nazione, stiamo ballando insieme agli uomini e alle donne di paese, stiamo apprendendo antiche storie e miti.

Trovo incredibile che un oggetto tanto inoffensivo, tanto piccolo, possa avere un potere tanto forte. I libri sono porte per altre dimensioni, hanno la capacità di instillare in noi certezze, dubbi e anche, in maniera più subdola, più minacciosa, il potere di instillare in noi il seme di un’idea. Si può radicare qualsiasi pensiero nella mente di un uomo, se si sanno posizionare le parole nell’ordine più seducente.

Le biblioteche sono portatrici di tutto questo potere. Sono anche luogo di incontro, di apertura e discussione. Davanti ai suoi tavoli in legno, quante discussioni prendono vita, quante menti si aprono, quante voci si alterano. Questi luoghi ci danno la possibilità di espandere le nostre conoscenze e conoscere le opinioni di altri individui, di arricchirci come esseri umani.

La cultura si contrae, si modifica e si espande molto velocemente, è vero, ma è fatta dalle persone, e perciò, ha bisogno di cura, di potature e di rinvasi. Ha bisogno della libertà di crescere e germogliare in territori fertili, dove possa creare tralci sempre più ampi, che possano elevarsi al cielo, verso la luce. La cultura non ha bisogno di agenti chimici, di aggiunte artificiali, di potature effettuate senza attenzione. In questa maniera, si ammala. E se si ammala, diventa ostile. Pericolosa. E può attaccare.

In un periodo storico tanto incerto, dobbiamo enfatizzare l’importanza della partecipazione alla cultura e ai suoi luoghi. Con ogni mezzo: arte, cinema, scrittura, poesia, politica. Tutto. Abbiamo noi, individui, la capacità, e la responsabilità, di farla crescere nella giusta maniera, fino a farla diventare una bellissima pianta.