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In questi giorni stanno accadendo molte cose nel Mondo, a cominciare dalle agitazioni in Colombia fino ad arrivare alle violenze perpetrate in Palestina.

La modalità in cui queste notizie vengono comunicate e diffuse mi ha portata a pensare all’importanza del ruolo delle piattaforme e delle reti sociali, e di come sia cambiato il modo di fare notizia.

Esistono tantissimi account Instagram che hanno il preciso scopo di mostrare quello che sta succedendo in diretta, in modo da informare più persone possibili. In Colombia tantissime persone sono scese in strada a protestare, ma sono tante anche quelle che hanno scelto la via della protesta attraverso i social.

Allo stesso modo ci sono tanti account che informano di ora in ora ciò che accade in Palestina, e danno direttive su come sostenerla e sulle manifestazioni che si organizzano nelle varie città.

L’avvento dei social ha completamente ridimensionato il modo di comunicare i fatti che accadono nel mondo, nel bene e nel male. Penso che la parte positiva sia che oramai non sono più solo gli “adulti” quelli che si informano, ma anche e soprattutto tanti giovanissimi, attraverso i loro account, si interessano di ciò che succede e, attraverso la condivisione e la possibilità di fare “stories”, riescono ad ampliare ancora di più il bacino degli utenti.

Sembra addirittura che siano proprio gli adulti, o meglio la fascia di popolazione che ha iniziato ad usare i social solo verso i trent’anni, quelli meno informati e che raccolgono solo la parte negativa del diffondersi dei social come mezzi di informazione.

Difatti, chi non è abituato ad “essere social” e che utilizza in maniera marginale Instagram e Twitter tende ad informarsi presso i giornali online su Facebook, oppure, ancora peggio, da fonti dubbie e non sicure.

Sembra quindi che sia in atto una sorta di rovesciamento generazionale: se prima i “giovani” erano ritenuti scarsamente interessati ad informarsi e a partecipare attivamente al dibattito politico e sociale, sembra che adesso siano loro quelli più avanti e meglio preparati, anche forse a causa dei numerosi cambiamenti sociali cui abbiamo assistito negli ultimi anni.

I social hanno permesso di ampliare il bacino di utenti “informati” e hanno anche dato la possibilità di poter esprimere idee e opinioni e di farle conoscere anche in situazioni di censura o di grave repressione, ma allo stesso tempo hanno anche ampliato il gap generazionale, anche per la velocità in cui nuove piattaforme emergono e diventano obsolete.