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Il passaggio dalla primavera all’estate è scandito nell’emisfero boreale dal giorno dell’anno più luminoso: il 21 giugno. Paradossalmente il dì con più luce di tutti i 365, è quello che segna il progressivo diminuire delle ore diurne nell’arco di una giornata.

Il 21 giugno corrisponde con la Giornata Internazionale dello Yoga e il mese di giugno a sua volta è il mese del Pride LGBTQ+. Rinascita, condivisione, empatia e rispetto diventano i temi fondamentali di questo mese.

Bene, a pochi giorni da tal tripudio di forza positiva, l’ennesimo scivolone made in Italy o come direbbe il mito Stanis La Rochelle “molto italiano” dovrebbe necessariamente farci fermare tutti non solo a riflettere, ma anche a vergognarci e a iniziare seriamente a far qualcosa per salvarci.

Il 16 giugno 2020 la Regione Umbria ha deciso con una delibera della giunta di ripristinare l’obbligo di ricovero per tre giorni per le donne che si sottopongono a un’interruzione farmacologica di gravidanza che fino alla settimana scorsa si poteva effettuare in day hospital. A parte la totale incongruenza di tale decisione con le misure di prevenzione Covid- 19 praticate fino ad ora, tale delibera entra a gamba tesissima sul diritto inalienabile di decisione sul proprio corpo.

Il corpo tragicamente soppresso pochi giorni prima negli Stati Uniti da parte della polizia nei confronti dei cittadini afro americani (vedi Black Lives Matter) , viene oggi in Italia violato psicologicamente e legalmente. Ancora una volta in Italia vince il ritorno al Medioevo e non il guardare al futuro positivamente e con equanimità.

Se tutto ciò vi appare sconnesso e poco rilevante, vi state sbagliando. Ogni azione anche se piccola e dislocata geograficamente è legittimata e si realizza grazie a un terreno florido in cui riesce a radicare.

Come un germoglio che diventa pianta, poi albero e poi foresta, l’intolleranza e insostenibilità del nostro pianeta a livello sociale, politico e ecologico sta ormai radicando ovunque. Le foreste vengono sterminate fisicamente e simbolicamente, per lasciare spazio a enormi fabbriche dell’odio e dell’irrispetto.

L’unico pesticida per tutto questo? Il nostro impegno. Non voglio fare la santona fata madrina, ma credo che ormai sia troppo semplice dividere le persone in “capaci/incapaci” “moralistirompicoglioni/persone libere”. Tutte le scuse che ci creiamo per non impegnarci concretamente a lottare i germi dell’ingiustizia, sono il loro fertilizzante.

” I can’t breathe” Rubiana, 2020
” I can’t breathe” Rubiana, 2020