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I flussi migratori sempre sono mossi dallo spirito di sopravvivenza e di ambizione. Puntare al di più, migrare come gli uccelli volando verso cieli più alti e limpidi. Scossi dal negativo si cerca il positivo, la realizzazione di se stessi nel movimento. Movimento di ideali, di corpi, di idee. Movimento vitale.

Verso la fine degli anni Sessanta il quartiere Mirafiori occupava oltre 60.000 lavoratori, tra operai e impiegati, di cui più della metà migranti provenienti dal Sud Italia. La ricerca di un futuro migliore aveva colmato una zona fino ad allora rurale e periferica della città di Torino, dandole un nuovo volto e segnando l’inizio di una fase storica che avrebbe cambiato per sempre il design estetico e antropologico della città.

Industria e popolo sarebbero diventati per sempre il cuore della città di Torino, non più fatta soltanto di regge e dessert sabaudi, ma di radici mediterranee reimpiantate in un terreno nordico e metropolitano.

Chi viveva Mirafiori desiderava il diritto di contare. Nella discriminazione si era creato l’orgoglio, il pride, il senso di appartenenza a una zona dimenticata, ma resiliente. Nel ritmo frenetico e pressante della fabbrica razzista, era cresciuta la ribellione non solo attraverso le manifestazioni, ma anche tramite la creazione di gruppi musicali e di collettivi artistici.

Il Movimento si fece sentire e tra la fine del 1968 e l’inizio del 1969 nei gruppi politici e sociali della FIAT, ormai colosso del mercato nazionale, entrarono in campo nuovi protagonisti tra cui anche movimenti studenteschi, sull’onda di avvenimenti come il “maggio francese”. Nel 1969 Giacomo Brodolini, predecessore di Donat Cattin al Ministero del Lavoro, aveva presentato la proposta di legge dello Statuto dei diritti dei lavoratori, che il Parlamento approvò l’anno successivo. La legge 20 maggio 1970, n° 300, stabilì diritti individuali e sindacali fondamentali nei luoghi di lavoro, dando cittadinanza al sindacato nelle fabbriche. Mirafiori Sud fu l’epicentro della rivoluzione.

Stando a un censimento del 2015 Mirafiori ospita circa 4744 abitanti, di cui più della metà provenienti da paesi extra europei. L’Oblivion in cui si fa giacere una certa parte di città, di persone e di mondo è in realtà l’embrione della forza e dell’unione che porta all’orgoglio, alla rivolta.

Torino è il Mediterraneo con la neve.