Tempo di lettura: 1 minuti

Goli otok o lsola Calva è un’isola della Croazia nel mare Adriatico, situata nella Dalmazia settentrionale tra le isole di Arbe (croato Rab) e Veglia (croato Krk). Ha una superficie di poco più di 4,5 km². L’isola deve il nome al suo aspetto: è una piccola isola rocciosa, quasi priva di vegetazione a causa dei forti venti che ne battono il rilievo. Tra il 1949 e il 1956 l’isola è stata una delle prigioni più crudeli nell’Europa del secondo dopoguerra. Nel 1948 avvenne lo scisma tra l’Unione sovietica e la Jugoslavia di Tito, che dovette uscire dal Cominform, l’organizzazione di tutti i partiri comunisti d’Europa. I sostenitori di Stalin, i cosiddetti “cominformisti”, considerati  pericolosi e traditori della patria, quindi colpevoli dell’oltraggio maggiore verso il regime, venivano mandati sull’isola per correggere il loro pensiero e comportamento e venire in seguito reintegrati nella società. In realtà molti di loro non lasciarono mai più l’isola, perché non sopravvissero alle atroci pene che venivano loro inflitte dai compagni stessi. Perché sull’Isola Calva veniva considerato pentito e quindi premiato con la libertà chi puniva più severamente i propri compagni in segno di conversione agli ideali giusti. Chi tornò dalla propria famiglia, riuscì difficilmente ad integrarsi di nuovo in società, perché tutti gli puntavano il dito contro. Nessuno parlò delle atrocità subite, perché al campo gli fu proibito con pesanti minacce. Solo negli anni ’90 uscirono allo scoperto testimonianze e documenti degli internati.

Viene riportata in seguito una poesia, scritta dal poeta croato internato al Goli otok Ante Zemljar, che di nascosto riuscì a scrivere sull’isola una raccolta di poesie.

L’addio alla madre 

Gli italiani mi hanno portato via, legato in ferri 

oltre il recinto della prigione; mi hanno rinchiuso 

e mio padre per l’alta pressione che superava 

il muro della prigione 

è morto, temendo per la mia fragilità 

così, o madre, mio padre non ha visto 

quell’alba in cui mi hanno portato via i compagni 

quando, legato, ti ho mandato a dire: sarebbe stato 

meglio che fossi morta anche tu con lui – di crepacuore 

perché una morte così è peggiore di quella per mano straniera 

Lara Černic: Il Gergo degli golootočani: indagine linguistica e traduttologica sulla parlata della “gente di marmo”, tesi di laurea, Udine, 2018/2019.