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Nel IV Secolo a.C. nasce uno dei grandi maestri della scultura greca. L’idea che sconfina nel sogno, di una Atene mito nel mito, di un mondo greco che avverte se stesso come altro dal mondo. Prassitele riesce nell’intento straordinario di rendere la concezione individuale del pathos, con l’intimità che diventa il punto centrale della scena. 

Nel 360 a.C. circa realizza un’opera che oggi è nota solo da copie di epoca romana, L’Afrodite Cnidia. 

È il primo nudo femminile dell’arte greca, che vede Afrodite in procinto di immergersi in un bagno rituale.

La Dea prima di entrare, si è spogliata e poggia la propria veste su di un vaso. Diventa centrale il tema dell’umanizzazione del divino e la sensualità di Afrodite è trattata con una pittoricità estremamente morbida. 

Afrodite è nata nel mare, ha lo sguardo diretto al mare, quel mare in grado di manifestare la bellezza della quale Lei stessa è portatrice, l’amore che è misura di ogni cosa e, in un certo senso, espressione del Divino. 

La dimensione della Bellezza di Afrodite è conseguenza diretta del mare dal quale proviene, quel mar Ionio, che incontra l’Egeo e che trasforma ciò che tocca, ciò che bagna in sassi ed oro. 

Il mare che bagna le città e che talvolta circonda i paesi, che diventano, in un gioco interminabile di sguardi a tutto tondo, isole. 

Isole bianche, filtrate dal sole, dalla luce, la cui rifrazione movimenta il vissuto quotidiano, altera la realtà dominata dalla pesca, dalle barche, dai pescherecci, dalle chiese, a tratti ortodosse, a tratti cattoliche, dalle moschee, comunque, in ogni caso luoghi di preghiera. Preghiera affinché il mare, che poco più in là uccide, possa dare da mangiare.

Non conosco il mondo, non ho viaggiato tanto, ma credo che, nonostante il fuso orario, nonostante la latitudine, il meridiano di Greenwich e una serie di altre cose, delle quali mi interessa poco, il Mediterraneo, inteso come pensiero di una realtà possibile, di un’idea che sconfina nel sogno appunto, il Mediterraneo unito, possa essere espressione, così come la Dea alla quale ha dato la vita, di un amore forte, di una Bellezza tangibile, autentica.

Buona estate.

Illustrazione di Alice Tomola