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Fin da bambino ho sempre sognato di essere come Peter Pan.
Mi spiego meglio, non intendo dire che avrei voluto essere immaturo o un
ragazzino complessato per il resto della mia vita…anche se, un pochino
complessato devo ammettere di esserlo!

A Peter invidio grossomodo due cose: la prima é il saper volare, la
seconda, che poi per me in assoluto é la prima, é la sua isola che non c’é!

Si, a Peter Pan invidio l’isola che non c’é!

(Al volare ho cercato di sopperire scegliendomi il ruolo di portiere negli
anni in cui giocai a calcio o, come tutti, grazie ai sogni, alla
fantasia…)

Credo che la miglior idea di quel genio di J. M. Barrie sia stata quella di
creare a Peter Pan un mondo tutto suo, che comprendesse anche problemi le sfide da affrontare!

Mr. Barrie l’aveva intuito fin da subito che ovunque saremo circondati da
pirati!

Per questo casa non vuol dire per forza di cose sicurezza, stabilità. Casa
é una sensazione, un momento, un profumo; casa é un sentimento che ti
tranquillizza pensando ad un posto, al tuo posto! Nel quale sai che
comunque dovrai lottare!

Penso che tutti dovremmo avere un’isola che non c’é! E avere la possibilità
di raggiungerla ogni volta che si voglia. Il punto cruciale sta nel non confondere casa con l’isola che non c’é!

Ve la ricordate la stanza dello spirito e del tempo? Dai! Quella stanza del
palazzo del Supremo, sopra l’obelisco di Balzar! Tutta bianca, con dentro
all’apparenza solo il necessario. Goku e i protagonisti di Dragon Ball ci si allenavano per esempio. Io invece ci passerei le giornate facendo quello che a stento riesco a fare nel quotidiano: scrivere, leggere, guardare film, ascoltare la musica, conoscere e viaggiare!

Sull’isola che non c’é il tempo non é poi così importante.

Ho iniziato da piccolo a costruirmi la mia isola che non c’é. L’indirizzo?
No non é ‘seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino…’, la mia
isola che non c’é se ne sta esattamente tra i miei silenzi e la voglia di
stare, ogni tanto, un pochino per conto mio.
Si intuisce subito quando sono lì, basta fissarmi negli occhi che,
distrattamente e silenziosamente, guardano altrove.
Anzi scusatemi se in quei momenti posso sembrarvi distaccato, é che in
fondo lo sono davvero perché lì, come posso dirvi, lì non prendo bene il
segnale ecco!

Peter la riempirebbe di verde, di onde, di stelle, di avventure e di sé,
perché è fatto così. Odia il silenzio. Quant’è bella la sua isola?
Beh la mia somiglia alla sua per due motivi:
1) perché può darsi che io non eccella in fantasia,
2) perché un’isola che non c’é più bella della sua io non credo possa
esistere!

La mia isola che non c’é è frutto della mia immaginazione e di un bisogno
sviscerato di solitudine e riflessione che si accendono al ritmo di
un’intermittenza incostante che segna la mia vita.

Mi sono tatuato Peter Pan anni fa, insieme all’ombra di Wendy, mentre
volano verso l’isola che non c’é, con la consapevolezza che l’isola
potrebbe non essere la stessa; questo perché l’Amicizia é fatta così.
(Vi svelo un segreto: Wendy e Peter sono e rimarranno per sempre amici!)

Lo scopo della mia isola però é completamente diverso, Peter ci si
barricava per sfuggire al mondo, per scappare alla peggiore delle sue
convinzioni, quella che crescere fosse una condanna. In cuor mio non me la
sono ancora sentita di dargli torto.

Io comunque la raggiungo per metabolizzare ciò che mi succede nel
quotidiano.
Me ne sto nel mio nascondiglio segreto, quello che per entrarci bisogna trovare l’albero giusto! Mi immergo nella laguna con le sirene, fumo a gambe incrociate il calumet con gli indiani -anche se non so fumare e loro lo sanno!-, suono le corde colorate di un’arcobaleno che squarcia il cielo perché li so volare anche io, mi sdraiato a pancia in giù tra le nuvole o a pancia in su sotto gli alti alberi ad osservare gli uccellini.
E in tutto questo trovo una risposta, mi sforzo di capire il senso di
quello che mi succede. Prima di fare ritorno a casa rimetto tutto a posto, colori, emozioni, giocattoli…altrimenti sai che casino?! 

A pensarci bene più che a Peter io somiglio…io somiglio a Wendy!
Chissà allora se Wendy un giorno capirà invece di essere Peter.

Che confusione vero?!

Wendy ha portato la fantasia nella sua realtà mentre Peter ha portato la
realtà nella sua fantasia.

Tutti vogliamo bene a Peter ma vi prego, non giudicatelo!
É in gamba e vi garantisco che saprà cavarsela.

In fondo che vi frega se i suoi pensieri zoppicano un poco…casa é il
posto in cui decidiamo di esistere, l’importante é essere felici!
Sono certo, lo capirà!
Nel frattempo sa volare e -nella realtà- vive sulla sua isola che non c’é!

Luca Contato