Tempo di lettura: 0 minuti

È risaputo che cucinare sia un gesto per infondere, tramite la preparazione di pietanze, amore verso i nostri cari. Ma quando si tratta di utilizzare un metodo ormai quasi arcaico come quello di cucinare con una stufa a legna si instaurano meccanismi nuovi, terreni e collettivi.

Impari in fretta che per far si che un piatto riesca, bisogna mantenere viva la fiamma, ravvivandola continuamente con pezzi di legna, in alternarsi di persone che inscenano qualcosa che è definibile più ad un rituale, in cui a turno si va a controllare lo stato del fuoco. 

Quando arriva il momento, con estrema pazienza lo stregone, il cuoco, che ormai ha ben compreso i tempi del suo strumento magico, unisce cibi, aromi e amore in un unico piatto che condivide con i presenti, coloro che con un semplice gesto, hanno contribuito a diventare ancora di più un gruppo unito.

(Fotografie scattate presso Forte Ardietti, Ponti sul Mincio. Si ringrazia il Gruppo Storico Montichiari per la disponibilità a scattare presso le loro stanze.)