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“Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. 

Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d’orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. 

Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla solida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto sarebbe accaduto la prossima volta, l’uomo premette il bottone dell’accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che prese ad arroventare il cielo vespertino, poi a ingiallirlo e infine ad annerirlo.” *

La parte più importante per il tutto, il completamento della distruzione della sineddoche. La Biblioteca di Alessandria la Grande, che muore ogni volta in cui la cultura viene censurata, la lettura bruciata.

*Farenheit 451, Ray Bradbury, 1953

Illustrazione di Alice Tomola