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Il mattino va al mercato, cigolante e duro.
ammantato di platani e fragranza di caffè,
voci intrecciano nidi negli orecchi,
maniche scompaiono in ampi panieri.
[…]
E lasciati i nostri letti lo seguiamo,
alcuni ancor bianchi del candore di lenzuola,
come favi di gioiose grida e aspettative,
ma pure chi, non più uomo, spettro ormai vola.

Miroslav Košuta, Il mattino va al mercato
(traduzione di Daria Betocchi)

E lo senti al mattino, con gli occhi che dormono ancora. Si sente fin quassù: il rumore del mercato che sveglia la città. Il sole che illumina i colori del lavoro, ma fatica a fendere le finestre chiuse. Quanta gente, quanta, incontrerai. Quanta gente vedrai – quanta! – senza davvero guardare. E quanta gente ignorerai, quanto di quello che hai sotto gli occhi non noterai. E al passare delle stagioni non resterà che il giallo dei limoni a illuminare il mercato di città.