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In questi due mesi di pausa dalla nostra Gaia ho cercato di ricongiungermi alla natura, di riscoprirne la vitalità, percepire lo stato delle cose.

Ho trascorso questi mesi a ricaricare le speranze insieme alle energie, perché, ormai lo sapete, per quanto io cerchi di darvi uno spunto per salvare il mondo, devo sempre aprirvi gli occhi sulla realtà.

E’ un ruolo infame il mio. Non amo essere l’uccello del malaugurio, vorrei potervi dire che va tutto bene. O per lo meno che nulla è peggiorato in questi mesi in cui non mi avete letto, ma non posso.

Il cambiamento climatico non ha smesso nemmeno per un giorno di rendere evidenti i suoi effetti, e noi non abbiamo smesso nemmeno per un secondo di comportarci egoisticamente.

Abbiamo sperato tutti che la pandemia ci cambiasse, che il trauma ci rendesse consapevoli del valore della vita, e non solo della nostra. Eppure nulla di tutto questo è successo, se non avessimo toccato il fondo decenni fa oserei dire che siamo persino peggiorati.

Oggi torna Gaia, e con Lei le sue sfide. Per un altro anno ho intenzione di punzecchiarvi, incuriosirvi, rattristarvi e farvi gioire dei piccoli traguardi. Ai miei lettori abituali chiedo di iniziare a rimboccarsi le maniche, perché anche quest’anno il vostro contributo per salvare il mondo sarà indispensabile.

A chi mi legge per la prima volta, invece, consiglio un ripassino e auguro di riuscire a prendere il meglio dalle mie parole, senza mai lasciarsi abbattere dal peggio.

E’ arrivato il momento di guardare al futuro, per assicurarci di averne uno, siete pronti?