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Un argomento che mi preme particolarmente in questo periodo storico, è la questione dei “click facili”.

Nelle principali testate giornalistiche, e non solo, che ormai pubblicano tantissimo online, sembra che la cosa più importante sia avere l’approvazione totale del pubblico social. Ormai non si può più parlare di giornalismo, ma di ricerca di una visualizzazione facile, di qualcosa che attiri la tua attenzione.

Non si tratta più di dare informazioni, ma di intitolare qualcosa in modo tale che possa attirare l’attenzione del pubblico, che possa attirare polemiche. Le persone non leggono più articoli per intero, si limitano a leggerne i titoli, e da questi scaturisce tutta una serie di attacchi, di commenti con l’unico obiettivo di scatenare polemiche.

Mi chiedo quanto tutto ciò influenzi ciò che leggiamo, e immagazziniamo, senza rendercene conto. Tutto ciò che viene spammata come notizia, influenza il nostro modo di recepire un determinato evento, e mi sembra che questa determinata sensazione non venga percepita appieno.

Ogni volta che leggo un titolo sensazionalistico, una parte del mio cervello viene influenzata.

Ogni volta che si crea allarmismo, tu mi porti a crearmi un’idea della situazione non veritiera. Mi porti a non informarmi, perchè l’idea è che il giornalismo debba essere una cosa seria, informata, imparziale.

Credo che sia necessaria una seria revisione del modo in cui si fa informazione in Italia, perchè mi pare di percepire che la priorità non sia più dare un’informazione, ma semplicemente avere più visualizzazioni e condivisioni possibili, senza considerare gli innumerevoli danni che si creano con errate informazioni.

E’ necessario, a mio parere, rivedere tutto il modo di fare/dare informazioni in Italia, il modo corretto attraverso cui informare tutti e tutte su notizie vere, comprovate.

Mi sembra che l’obiettivo attuale sia la ricerca spasmodica di attenzioni, a discapito della volontà di informare in maniera seria e documentata un pubblico già spaventato dall’incontrollabilità della situazione.