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Cosa ci ha insegnato “Educare alla sessualità”?

Desiderio sessuale, attaccamento, identità fluida, mestruazioni, diritti sessuali…abbiamo sentito tante parole nuove o poco conosciute! Cosa ci rimarrà alla fine del primo anno insieme?

Educare alla sessualità ci ha portato talvolta a scardinare alcune credenze errate, talvolta ci ha aiutato a porci in un’altra prospettiva, talvolta ci ha raccontato testimonianze dirette relative alla sessualità.

In questo primo anno insieme, ho cercato di aprirvi più porte possibili. La sessualità è come un diamante: mille ottiche, mille angolazioni, mille modalità di affrontarla. Ho cercato di offrirvi tante prospettive da cui guardare alla sessualità, così da aprire altrettanti spazi di riflessione.

Vi ho sempre parlato in termini relativi e mai assoluti: la sessualità è per ognuno un’esperienza così peculiare e personale che non è possibile preconfezionare dei giudizi.

Saper prendere la sessualità…con le sue oscillazioni

A differenza del diamante, la sessualità non è perfetta. È difficile che la sessualità, come la vita, resti sempre nei binari e rimanga immutabile come ci eravamo prefissati.

Malintesi, errori, oscillazioni in positivo o in negativo del proprio vissuto relativo alla sessualità sono comuni, se non propri di tutti. Il desiderio sessuale che viene a mancare in una coppia di lunga data, la mancanza di un diritto sessuale, la sofferenza per una patologia legata al ciclo mestruale…sono tanti esempi di quando la sessualità può non andare bene.

Se non esistessero le oscillazioni in negativo, non ci sarebbe nemmeno la possibilità di vivere appieno i momenti in cui la sessualità è positiva.

Per un percorso che termina, nascono nuove riflessioni

Giugno non è solo l’ultimo delle pubblicazioni dell’anno.

Il momento in cui cade la pubblicazione dell’ultimo mese di Educare alla sessualità è piuttosto peculiare: il mese e la settimana del Pride. Un altro messaggio che ho cercato di trasmettervi è che ogni sessualità, orientamento sessuale, identità di genere etc. sono validi e devono essere rispettati.

Questa è una delle poche volte in cui mi sentirete parlare in termini assolutistici: è fondamentale oggi, che la sessualità “non convenzionale” non sia considerata sbagliata, meno valida o innaturale.

Giugno è un mese di consapevolezza, un mese in cui i valori della diversità come ricchezza vengono raccontati anno dopo anno. Purtroppo, la società è ancora permeata di tabù e credenze errate sulla sessualità e questo mese, ancora più degli altri, è importante dare voce a chi è meno rappresentato, spesso discriminato.

Infine, ci lasciamo con questo proposito, il proposito di guardare alla sessualità con occhi diversi, con occhi curiosi e creativi, con occhi meno giudicanti.

Perché parlare di sessualità è semplice, se fatto con gli strumenti giusti.

È così semplice…da poterne parlare a colazione!