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Ci siamo abituati al brutto. Ci siamo abituati anche “al senso di vomito”1, siamo anestetizzati dalla situazione corrente, abbiamo lasciato che il nostro filtro di stupore smettesse di funzionare, abbiamo dato modo al Bello di scomparire, o quanto meno di rimanere velato, nascosto. Ci siamo abituati a considerare le persone come numeri, gli anziani come non necessari allo sforzo produttivo del paese, le sciate in montagna come di vitale importanza. Vitale. Che roba.

Come si può educare al Bello, in tal senso? Come possiamo scovarlo, prima di poterlo trasmettere?

Non sono un solone, o almeno così mi piace pensare, non sono solito nemmeno dispensare giudizi o buoni consigli, sentendomi come Gesù nel tempio. Forse è solo il momento, forse la situazione, forse tutto passerà come se niente fosse, la bolla che ci circonda forse scoppierà e torneremo alla vita di sempre. Non sarà così, o perlomeno se sarà così, dovremo essere onesti con noi stessi e renderci conto, che il nostro cuore si sarà indurito, avrà accolto come normalità tutta questa situazione, che in fondo sai, fino a quando non ci tocca…

Ma come fa a non toccarci? Forse Educare al Bello vuol dire proprio imparare a capire che si tratta sempre di una questione nostra, di qualcosa che ci tocca.

Noi siamo qui per parlare di Arte però, se siete lettori di questa rubrica, è perché apprezzate recensioni stellate su artisti importanti del ‘900, o opere che stanno nei musei, o inaugurazioni di gallerie e vernissage. Se state qui per questo o vi siete capitati per caso e pensate di trovare tutto ciò, vi consiglio di cambiare strategia. A me di queste cose non è mai fregato niente. Penso che L’arte sia vita e, da essa non possa essere separata. Crediamo che l’arte debba sempre darci delle risposte e guardiamo alle opere, con l’unica intenzione che ci possano dare un’idea più definita dell’artista, che magari con l’utilizzo di quel preciso colore, o di quella pennellata rapida e violenta, vuole dirci qualcosa, simboleggiare una sua precisa visione del mondo. Personalmente, l’arte non mi ha mai dato risposte. Mai. Mi ha sempre fatto tante, troppe domande, alle quali poche volte so dare risposte.

Se l’arte è vita però, come si può non riflettere su tutto questo? Noi che abbiamo pensato che questo fosse il nostro mondo, da poter sfruttare come meglio pensavamo, distruggendo tutto ciò che ci sta intorno. Sarà un problema dei nipoti dei nostri nipoti, o forse dei nostri nipoti, o magari dei nostri figli.

Educare al bello è rendersi conto, è capire che è sempre un problema nostro. Sono un pò uscito dal seminato, dalla prossima me ne torno buono in cameretta, forse ho solo usato uno spazio, per dire quello che penso, “forse sono troppo generico”2, mi perdonerete, ma tant’è.

1-2: Generico – Pollio, https://www.youtube.com/watch?v=Xl1fchMpjn4

Foto di James Sutton