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Un nuovo hashtag apre la mia esperienza su questo blog.

“Educare la sessualità significa accompagnare una persona lungo il cammino della vita alla ricerca di una direzione, di un’identità, di un ruolo sociale, di un progetto condiviso e di una storia da raccontare.[…] Significa assecondare e sostenere l’ineffabile desiderio d’amore, di libertà e di verità che descrive e informa le nostre esistenze, ma anche guidare nel dubbio, correggere nell’errore, illuminare la strada quando incombe il buio.”                                           Fabio Veglia

Educare alla sessualità significa trasmettere, grazie ad una narrazione chiara e coerente, le motivazioni alla base dei nostri comportamenti sessuali, biologicamente fondati. Senza una solida consapevolezza sessuale si rischia di perdere il contatto con la corporeità, il lato più istituale di noi stessi, esponendosi a possibili conseguenze a livello psicologico.

Perché è importante avere una sessualità consapevole, oggi, nel Mediterraneo?

Posso confrontare la libertà sessuale di cui fortunatamente godiamo in questa area geografica, seppur con una limitata conoscenza in ambito sessuale, con la situazione che ho riscontrato in un recente viaggio in India. Incontrando Mira, una donna belga che vive da 40 anni nel villaggio di Anegundi, nello stato indiano del Karnataka, ho appreso che l’erotismo nella sessualità delle donne indiane è pressoché assente: il sesso si rivela un atto puramente meccanico, biologico e procreativo.

Il nostro immaginario collettivo veicola una concezione molto diversa della sessualità, come di una modalità che valorizza (o complica) la relazione tra gli esseri umani e la arricchisce di molteplici significati. Il contesto in cui viviamo ci permette di entrare in contatto con varie informazioni riguardanti la sessualità, che possono rivelarsi talvolta scorrette o devianti. Non è raro, infatti, notare che anche il nostro senso comune è pregno di false credenze e pregiudizi su questo argomento. Ad esempio, sono facilmente reperibili online contenuti pornografici che non rispecchiano un’idea realistica della sessualità, anzi contribuiscono a mantenere l’idea per cui la donna debba essere sottomessa e sempre disponibile al piacere sessuale maschile.

Ogni mese, affronterò diversi aspetti inerenti la sessualità: maschile, femminile, da soli, in coppia, in ambito LGBT, sanità e patologia, raccontandoli attraverso la mia voce e la mia esperienza.