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La politica italiana si è rivelata irresponsabile, vigliacca, non rappresentativa e non umana. 
Una politica omolesbobitransfobica, abilista e misogina.

Dopo anni di battaglie, finalmente nell’aprile 2021 si era concretizzata l’approvazione alla Camera di quello che negli ultimi anni ha preso il nome di DDL Zan. Nella pausa estiva dell’attività parlamentare, non sono mancati attivismo e sensibilizzazione attorno ai temi del disegno di legge. Eccoci, il 27 ottobre in Senato dove la maggioranza dei senatori e della senatrici ha votato in favore della proposta avanzata dai partiti del centro-destra: la “tagliola”, procedura che consente di evitare la discussione di una legge, e in questo modo hanno impedito la discussione finale. Per almeno 6 mesi disegno di legge non potrà tornare in commissione giustizia.

Ieri mattina non è mancato il tempo per pronunciare alcune assurdità, come: “il diritto alla autopercezione dell’identità di genere rischia di mettere in pericolo anni di battaglie femministe” (Gaetano Quagliariello del gruppo misto) oppure “se volete imporre ai bambini di 3 anni le teorie gender fluid siamo qui per impedirlo. Non lo voteremo mai” (Lucia Ronzulli di Forza Italia) o ancora “Solo la famiglia tradizionale può proteggerci dalla decadenza della società moderna” (Maria Saponara della Lega).


La colpa dell’affossamento, oltre che ai partiti del centro-destra, può essere attribuita a qualcunə? Sì, alle persone assenti e alla vigliaccheria di moltə che si sono nascostə dietro al voto segreto. In tutto ciò qualcunə ha vinto: chi? Chi ancora potrà pronunciare frasi come “se avessi un figlio gay, lo brucerei in un forno” o chi ancora avrà il diritto di aggredire, verbalmente e/o fisicamente, una persona perché omosessuale o transgender o con disabilità.

Il DDL Zan non avrebbe di certo risolto interamente la questione della tutela culturale dell’omolesbobitransfobia nel Belpaese, ma avrebbe portato una tutela giuridica, un pizzico di educazione, maggior rispetto e un futuro migliore per le generazioni di oggi e di domani. 
I nostri senatori e le nostre senatrici hanno deciso invece di scrivere una pagina nera sul libro dei diritti in Italia, cheresta uno dei pochi paesi, in Europa, senza una legge contro l’omolesbobitransfobia, l’abilismo e la misoginia.

“La battaglia per i diritti sarà ancora molto forte e molto lunga. Non dobbiamo lasciare l’Italia in mano ai Sovranisti, dobbiamo continuare a lottare soprattutto per le nuove generazioni. […] Non possiamo accettare un paese che odia.” – deputato Alessandro Zan diretta Instagram del 27 ottobre