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Il profumo dei libri è qualcosa che Laura adorava. Trascorreva intere giornate all’ interno della biblioteca storica del suo piccolo paesino. Quella struttura si tramandava, a volte con fatica, con dedizione da anni. Porto sicuro per gli amanti dei libri, la biblioteca rappresentava un luogo di amore per Laura che lì dentro aveva vissuto, empaticamente, molte più avventure di quante ne avesse vissute nella sua vita reale.

Piuttosto timida, chiusa e poco fiduciosa nei confronti del genere umano, Laura non aveva mai avuto una persona vicino che potesse reputare davvero Amica.

Conoscenti tanti.  Amici inesistenti. Malgrado questo, tutti per le strade del suo paesino la riconoscevano, salutandola e sorridendole e talvolta fermandosi a chiacchierare un po’ con lei. A Laura faceva piacere, soprattutto intrattenersi con i suoi vecchi compagni di scuola che, dopotutto, le avevano lasciato un bel ricordo spensierato di quegli anni. I suoi veri amici, però, erano proprio i libri e più erano vecchi e ingialliti dal tempo e più Laura li adorava: “Chissà che storia avrai da raccontare tu”, diceva tra sé ogni qualvolta le sue mani sfioravano la pagina di un nuovo- vecchio libro. La biblioteca era la sua casa, conosceva a memoria ogni piccolo angolo nascosto e ricordava a memoria la collocazione sullo scaffale di numerosissimi libri. Che piovesse o splendesse il sole, Laura restava chiusa tra i corridoi della biblioteca a leggere e a nutrirsi di storie e dettagli che non avrebbe mai potuto conoscere se non con l’immaginazione.

I suoi genitori non condividevano molto il suo rintanarsi così spesso in mezzo ai libri, erano preoccupati per lei, preoccupati che non riuscisse a trovare realmente il suo posto nel mondo ma a Laura non importava, le bastava avere un libro nuovo da iniziare e una poltrona diversa su cui sedersi in biblioteca per ampliare i suoi orizzonti. Ai genitori rispondeva che il suo posto nel mondo era proprio lì, in mezzo agli scaffali oppure nella storia di un libro nuovo da iniziare.

La curiosità di Laura si accese notevolmente in un giorno di maggio. Fuori c’era il sole e il polline volava leggero nell’aria, come una soffice pioggia di fiori. Laura, come al solito, aveva tra le mani un libro: la copertina rigida, marrone scuro, aveva attirato la sua attenzione. Le pagine erano discretamente ingiallite dal tempo e quindi portatrici di qualche storia da raccontare. Laura aprì a caso il libro e il destino la portò ad una rosa secca, ormai appiattita, tra le pagine del libro e accanto a questa… un biglietto. Laura non perse l’occasione e preso il biglietto ne lesse le parole:

“10.04.1938

Tra le pagine di questo libro ti lascio questa rosa nella speranza che un giorno tu possa trovarmi qui…ancora ad aspettarti.

  Con amore,

  tuo Antonio”

Subito un brivido attraversò la pelle di Laura. Non poteva credere ai suoi occhi: tra le sue mani una storia. La storia più vera di tutte. Una storia di vita vera lasciata lì tra quei libri.

In quel momento capì che niente avrebbe potuto pareggiare anche solo lontanamente l’emozione che stava provando in quel momento. Mille domande offuscarono la sua mente, la voglia di sapere se Lei, la donna del biglietto avesse trovato la rosa a lei destinata.

Laura realizzò solo allora che non avrebbe voluto essere altrove, che il suo rifugio era un luogo di gioia, amore e storie aldilà del tempo.

Il suo luogo di cultura, il suo ponte nell’eternità.