Tempo di lettura: 0 minuti

Setole inquiete fremono
Come crucci senza ire 
Su muri aztechi di ferraglia 

Un pubblico nomade
Mascherato di ombre 
Partecipa alla commedia 
Sta a guardare il dramma 

Spogliata di qualunque remora 
Seguo la mia inclinazione 
E non ho paura degli specchi 
Purché abbiano abortito il vetro 

E quando le mie mani
Stami che non sopportano la morsa 
Tacciono 
Mi nascondo 

Da chi vorrebbe prendermi la mano
Ma ha il terrore di sporcarsi 
Con la colla e con le tempere 
Neanche fossero intemperie 

Ci vorrebbe il terremoto o la tempesta
Ma senza danni o precipitazioni 
Le carte le voglio mischiare e non sgualcire 

Illustrazione di Gaia Bielli